La Provincia di Treviso al Sacrario di Cima Grappa: Cerimonia Commemorativa nel Centenario della Grande Guerra

21.06.2018
E’ il solstizio d’estate – a ricordo di una Battaglia di un altro e ben più triste Solstizio - che la Provincia di Treviso con la grande collaborazione del Comune di Crespano del Grappa e la sezione A.N.A. di Treviso, ha organizzato la Commemorazione nel Centenario della fine della Grande Guerra, per ricordare la tragedia che la Marca Trevigiana ha conosciuto nei mesi fra il 1917 e il 1918, in cui si è ritrovata divisa da uno dei fronti più cruenti della Prima Guerra Mondiale, la cui la memoria è ancora viva nelle coscienze delle nostre genti.

Presso il Sacrario di Cima Grappa, uno dei principali Ossari della Prima Guerra Mondiale, si sono riuniti Sindaci, La Regione Veneto con l’Assessore Cristiano Corazzari, Autorità civili e militari, sezioni degli Alpini con i Labari identificativi, per depositare le corone commemorative in onore a tutti i caduti, rispettivamente alla tomba del Generale Gaetano Giardino e al Cimitero Austroungarico, come segno di fratellanza tra i popoli.

Questo luogo sacro, simbolo e custodia di 23.000 soldati caduti in battaglia nella montagna che fu definita “Montagna Cimitero” – cita nel suo intervento il Presidente della Provincia Stefano Marcon - è stato individuato il momento di ricorrenza, ritrovo e ricordo per gli uomini, la maggior parte giovani, che qui hanno perso la vita a difesa della patria di ciascuno. Italiani – oltre 12.000 - Austroungarici – oltre 10.000 – e poi tedeschi, inglesi e francesi, uniti nell’ultimo abbraccio senza più divisioni.

Il Grappa, il Montello, il Piave; le nostre terre insanguinate da una Guerra definita “Grande” non per la sola portata strategica militare, ma per le numerose vittime che in pochi mesi fecero scomparire, nel dolore della popolazione, la differenza fra le parole “vincitori” e “vinti”.

Ecco l’emblema di questo Sacrario, monumento realizzato dal 1932 al 1935.

Gironi concentrici e sovrapposti di pietra del MonteGrappa che svettano verso l’alto, verso il cielo a ricordare che lassù non ci sono nemici.

Un simbolo, un monito, una celebrazione che ha il grande e condiviso obiettivo: raccontare l’orrore di un grande conflitto mondiale portando un messaggio di pace attraverso il ricordo, la storia e il contesto, di quello che è avvenuto e che non deve più ripetersi.  



 Treviso, 21 giugno 2018

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