Oggi la lezione-evento nell’Auditorium e l’apposizione di una targa sulla panchina rossa del Sant’Artemio in memoria delle vittime
Nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, la Provincia di Treviso, in sinergia con l’Ufficio Scolastico Provinciale, ha organizzato oggi al Sant’Artemio una lezione-evento dedicata alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori per affrontare il sensibile tema del contrasto alla violenza e dell’urgenza di diffondere una maggiore consapevolezza sulla cultura del rispetto e della parità di genere, facendo presente le reti attive sul territorio e favorendo il confronto tra generazioni. Nell’Auditorium del Sant’Artemio, lo spettacolo “Una donna sola”, a cura di Zelda Teatro, e il contestuale confronto con la Fondazione Giulia Cecchettin: un’occasione per le comunità scolastiche partecipanti di condividere riflessioni e domande su come individuare possibili segnali pericolosi nelle relazioni e promuovere un cambio di passo.
Hanno partecipato all’evento Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, Olga Rilampa, consigliera provinciale delegata alle pari opportunità, Gloria Tessarolo, assessora del Comune di Treviso alle pari opportunità e sociale, Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Roberto Capuzzo, referente della Fondazione Giulia Cecchettin, la compagnia Zelda Teatro, con il direttore artistico Filippo Tognazzo, l’attrice Marica Rampazzo e la direzione organizzativa Federica Bittante, la Consulta Provinciale Studentesca, Luca Lava e Doriana Mustali di Donne Impresa Confartigianato, Manuela Tonon Amiche per la pelle, Paola Fabrizio, Emanuela Taglioni, Daniela Danieli di Inner Wheel. Presenti gli Istituti Besta, Giorgi-Fermi, Planck e Riccati-Luzzatti.
Lo spettacolo è tratto da un testo di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura,
e Franca Rame, che fu drammaturga, attrice e senatrice della Repubblica Italiana: attraverso le vicende e la quotidianità di Maria, personaggio protagonista dello spettacolo teatrale, si offrono spunti e riflessioni sulle forme che può assumere la violenza di genere. Grazie alla partecipazione della Fondazione Giulia Cecchettin vengono approfonditi i principi e gli obiettivi della Fondazione, insieme ai progetti in corso e futuri come strumenti concreti per promuovere il cambiamento culturale ed educativo auspicato. L’incontro è finalizzato a circoscrivere i segnali da non sottovalutare, prendendo spunto dal diario di Giulia come mappa per comprendere cosa non è l’amore, quali sono i servizi e gli strumenti di supporto esistenti sul territorio. L’evento è stato realizzato grazie al sostegno di dei partner Confartigianato, Donne Impresa – Confartigianato, Amiche per la pelle e Inner Wheel.
A seguire lo spettacolo e il dialogo partecipato di studentesse e studenti in Auditorium con la Fondazione e Zelda, un momento toccante di raccoglimento e apposizione di una targa sulla panchina rossa del Sant’Artemio, davanti all’Edificio 1 di Presidenza, con il messaggio “L’amore non vuole avere, vuole soltanto amare”, citazione dell’autore Hermann Hesse, in memoria di tutte le vittime di violenza.
“Oggi abbiamo condiviso un momento di dialogo prezioso con le studetesse e gli studenti delle scuole superiori di Treviso, grazie agli spunti artistici dati dallo spettacolo teatrale della compagna Zelda e grazie alla testimonianza della Fondazione Cecchettin: ricordo come, due anni fa, quando in Provincia dipingemmo proprio insieme alle comunità scolastiche la panchina rossa del Sant’Artemio, fu qualcosa di più, perché il messaggio che lanciammo allora e che continuiamo a ribadire oggi è che non bisogna parlare di contrasto alla violenza solo il 25 novembre, ma ogni giorno, per diffondere e contribuire a creare una cultura fondata sul rispetto e sul contrasto alla violenza in ogni sua forma, fisica, psicologica, verbale o anche solo sottintesa – le parole di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – continueremo a parlarne, affinché le disumane vicende che sono accadute e che, nel sommerso, continuano ad accadere, senza per forza arrivare al loro tragico apice, vengano identificate, denunciate, contrastate e fermate. L’impegno e l’attenzione sul tema continua”.
“Un’occasione significativa per le studentesse e gli studenti oggi in Provincia, che ringrazio perché attraverso una consolidata collaborazione riusciamo a costruire insieme momenti di approfondimento e di dibattito fra istituzioni e nuove generazioni – continua Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale – eventi di sensibilizzazione, di confronto e di ascolto come questi sono un segnale importante per la nostra società, affinché si continui e si rafforzi, a casa e in classe, l’attenzione sul tema”
“Oggi abbiamo condiviso con ragazze e ragazzi una riflessione importante: i valori del rispetto e dell’uguaglianza di genere devono le linee guida che ci accompagnano ogni giorno, nel quotidiano – prosegue Olga Rilampa, consigliera provinciale delegata alle pari opportunità - e dobbiamo prestare attenzione ai campanelli d’allarme che possiamo cogliere dalle nostre amiche, parenti, conoscenti, tendendo sempre una mano e denunciando la violenza, in ogni forma essa si manifesti”.
Sono intervenuti in apertura anche l’assessora Gloria Tessarolo, che ha ricordato l’ampia rete di centri attivi a Treviso per dare sostegno alle vittime di violenza, nonché il costante impegno delle Forze dell’Ordine sul tema, e i partner dell’evento, Donne Impresa Confartigianato, Amiche Per la Pelle e Inner Wheel, che hanno sottolineato la loro attività di ascolto e sostegno alle donne e le numerose iniziative di sensibilizzazione sul territorio.