Servizio di pubbliche affissioni e di servizi vari di riscossione - Comuni aderenti alla SUA

BANDO DI GARA APERTO
Servizi
08.10.2018
19.11.2018 - 12:00
Servizio di pubbliche affissioni e di servizi vari di riscossione - Comuni aderenti alla SUA
Breda di Piave, Cappella Maggiore, Casale sul Sile, Gorgo al Monticano, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Mogliano Veneto, San Polo di Piave
02.11.2018
LOTTO N. 1 - COMUNE DI BREDA DI PIAVE
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”


Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
  • il Comune di Breda di Piave ha applicato l'aumento del 20% delle tariffe e dei diritti con deliberazione di Giunta Comunale n. 93 del 02/12/2002 e gli incassi indicati nel capitolato speciale nonché la stima di gettito contengono l'applicazione di tale aumento;

  • la stima del minore incasso annuo dell’imposta qualora il legislatore con apposito intervento normativo sposasse l'interpretazione della Corte Costituzionale e del Ministero delle Finanze e definisse pertanto non più applicabili gli aumenti deliberati in applicazione della Legge 449/1997 è pari ad € 3.650,73 annui;

  • in sede di esecutività dell'appalto l'Amministrazione potrà stabilire l'adeguamento del minimo garantito proporzionalmente al valore delle riscossioni ridotte in conseguenza della sancita definitiva inapplicabilità degli aumenti delle tariffe e diritti da parte di apposito atto normativo o deliberazione comunale;

  • l'aggio posto a base di gara viene in ogni caso confermato pari al 24%.
A maggiore chiarimento dei dati indicati nel capitolato speciale, si comunica altresì che l'ente ha ritenuto che la disposizione dell'art. 1, comma 739 della legge n. 208 del 2015, (il quale dispone che: «L’articolo 23, comma 7, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 201, n. 134, nella parte in cui abroga l’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, relativo alla facoltà dei comuni di aumentare le tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1 della legge 27 luglio 2000, n. 12, si interpreta nel senso che l’abrogazione non ha effetto per i Comuni che si erano già avvalsi di tale facoltà prima della data di entrata in vigore del predetto articolo 23, comma 7, del decreto-legge n. 83 del 2012») sia da leggere come norma consolidatrice anche per il futuro degli aumenti deliberati al 26/06/2012 che ha cristallizzato le scelte compiute ad una determinata data.

Allo stato attuale, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale n. 15 del 30/01/2018 e la risoluzione del MEF n. 2/df/2018 che hanno generato una indubbia incertezza applicativa delle norme citate, in mancanza di un intervento normativo risolutore si è optato per l'interpretazione che il Comune possa legittimamente applicare gli aumenti deliberati prima del 26 giugno 2012, confermati tacitamente o espressamente anche per gli anni successivi.
02.11.2018
COMUNE DI CAPPELLA MAGGIORE
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”

Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
Il Comune di Cappella Maggiore:
  • visto il quadro ancora in evoluzione;
  • valutato che da una sommaria quantificazione di gettito la maggiorazione incide per circa Euro 2.700,00 annui di imposta;
ritiene, per l'aggio, di confermare quanto previsto all'art. 6 del Capitolato, ossia che l'aggio risultante dalla gara non è soggetto a revisione, mentre per quanto attiene il minimo garantito l'Amministrazione si riserva, non in sede di gara, di valutare l'eventuale adeguamento solo a fronte di una modifica normativa o regolamentare delle tariffe.
02.11.2018
COMUNE DI CASALE SUL SILE
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”

Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
Si comunica che il Comune di Casale sul Sile non si è mai avvalso della facoltà di applicare le tariffe maggiorate come previsto dall'articolo 11, comma 10, della Legge 27 dicembre 1997, nr. 449. Pertanto si confermano i valori degli incassi indicati all'art. 5 del capitolato speciale di appalto.
02.11.2018
COMUNE DI GODEGA DI SANT'URBANO
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”


Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
  • il Comune di Godega di Sant'Urbano - con deliberazione di Giunta Comunale n. 323 del 13.12.2000 – con valenza dal 01.01.2001 - ha provveduto ad elevare del 20% le tariffe sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni, pertanto gli importi indicati nell'articolo 5 del Capitolato Speciale d'Appalto della gara in oggetto risultano comprensivi di tale adeguamento;
  • nell'ipotesi in cui il legislatore emanasse una norma di interpretazione autentica (prendendo atto di quanto formulato dalla Corte Costituzionale e dal Ministero delle Finanze) e definisse illegittimi gli aumenti deliberati dai Comuni ai sensi della Legge 449/1997 - l'incasso annuale si potrebbe stimare in Euro 35.624,54 anziché 41.680,71;
  • nel caso in cui, con legge, venisse dichiarato illegittimo l'aumento deliberato delle tariffe, l'Amministrazione potrà stabilire l'adeguamento del minimo garantito proporzionalmente al valore delle minori riscossioni;
  • non si ritiene di dover rivedere l'aggio posto a base di gara, che viene confermato pari al 25%.
Nella stesura del Capitolato Speciale d'Appalto il Comune di Godega di Sant'Urbano ha ritenuto che la disposizione dell'art. 1, comma 739 della legge n. 208 del 2015, (nella parte in cui abroga la facoltà dei comuni di aumentare le tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità) si dovesse interpretare nel senso che, tale abrogazione, non avesse effetto per i Comuni che si erano già avvalsi della facoltà di aumentare le tariffe prima della data di entrata in vigore del comma 7 dell'art. 23, del decreto-legge n. 83 del 2012. In mancanza di un definitivo intervento normativo risolutore il Comune di Godega di Sant'Urbano ritiene di poter legittimamente applicare gli aumenti deliberati prima del 26 giugno 2012.
02.11.2018
COMUNE DI MARENO DI PIAVE
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”

Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
Si comunica che il Comune di Mareno di Piave non ha deliberato maggiorazioni alle tariffe di legge. Pertanto le ipotesi sopra esposte non trovano applicazione nel caso di specie.
02.11.2018
COMUNE DI MASERADA SUL PIAVE
Come noto il MEF con risoluzione 2/df/2018 è intervenuto per affermare che, tenuto conto anche di quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 15/2018, “tutti gli atti di proroga anche tacita delle maggiorazioni (delle tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni) devono ritenersi illegittimi, non potendo essere prorogata una maggiorazione non più esistente.”


Poiché all’art. 5 del capitolato speciale sono riportati gli incassi dal 2013 al 2017 senza specificazione relativa alle tariffe applicate siamo a chiedere quanto segue:

  • Sono applicate tariffe maggiorate ai sensi dell’articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (10. Le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive modificazioni, possono essere aumentati dagli enti locali fino ad un massimo del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio 1998 e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1 gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato.) ?

  • In caso positivo si chiede di stimare il minor gettito atteso per l’anno 2019 e seguenti applicando l’imposta base senza le maggiorazioni.

Solo se l’Ente ha deliberato gli aumenti in tutto o anche solo in parte si veda quanto segue.

Atteso che ad oggi non è possibile conoscere se il legislatore interverrà dando facoltà agli Enti di ripristinare le tariffe con le relative maggiorazioni applicate negli ultimi anni d’imposta, né se l’Ente vorrà avvalersi di tale facoltà, nel caso in cui l’Ente avesse deliberato in tutto o anche solo in parte, gli aumenti tariffari in argomento, siamo a chiedere, quanto segue:

·Il minimo garantito, non precisato negli atti di gara, sarà adeguato applicando una formula proporzionale al valore delle riscossioni tenuto conto delle tariffe realmente applicabili per gli anni di gestione?

· L’aggio sarà adeguato al fine di assicurare all’appaltatore l’importo stimato a base di gara tenuto conto che l’aggio di gara è stato calcolato su un valore di incasso non realizzabile salvo intervento del legislatore ed espressa volontà dell’Ente di ripristinare gli aumenti tariffari in precedenza deliberati?
  • il Comune di Maserada sul Piave - con deliberazione di Giunta Comunale n. 17 del 12/02/2007 – con validità 01.01.2007 - ha provveduto all'adeguamento delle tariffe sulla pubblicità e dei diritti sulle pubbliche affissioni applicando un aumento del 20%. Gli importi indicati nell'articolo 5 del Capitolato Speciale d'Appalto contengono perciò l'applicazione di tale aumento;
  • nell'ipotesi in cui il legislatore emanasse una norma di interpretazione autentica (prendendo atto di quanto formulato dalla Corte Costituzionale e dal Ministero delle Finanze) e definisse illegittimi gli aumenti deliberati dai Comuni ai sensi della Legge 449/1997 - l'incasso annuale si potrebbe stimare in Euro 18.613,00 anziché 22.336,00;
  • nel caso in cui venisse, con legge, dichiarato illegittimo l'aumento deliberato delle tariffe, l'Amministrazione potrà stabilire l'adeguamento del minimo garantito proporzionalmente al valore delle minori riscossioni;
  • non si ritiene di dover rivedere l'aggio posto a base di gara, che viene confermato pari al 25%.
Nella stesura del Capitolato Speciale d'Appalto il Comune di Maserada sul Piave ha ritenuto che la disposizione dell'art. 1, comma 739 della legge n. 208 del 2015, (nella parte in cui abroga la facoltà dei comuni di aumentare le tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità) si dovesse interpretare nel senso che tale abrogazione non avesse effetto per i Comuni che si erano già avvalsi della facoltà di aumentare le tariffe prima della data di entrata in vigore del comma 7 dell'art. 23, del decreto-legge n. 83 del 2012.

In mancanza di un definitivo intervento normativo risolutore il Comune di Maserada sul Piave ritiene di poter legittimamente applicare gli aumenti deliberati prima del 26 giugno 2012.
07.11.2018
Ai sensi del paragrafo 7.3. a) del Disciplinare, "Requisiti di capacità tecnica e professionale", si chiede: 1) se nella esecuzione di "servizi di organismi di riscossione", rientri l'esecuzione di "servizio di rilevazione, liquidazione, accertamento e riscossione, anche coattiva, dell’I.C.P., dei D.P.A., della T.O.S.A.P.". 2) se l'importo dichiarato, ai fini del possesso del requisito sopra menzionato, possa comprendere sia l'imposta incassata, che la relativa sanzione e gli interessi.
1) SI
2) come precisato al punto 7.3, lett. a) del Disciplinare di Gara e nella parte IV, lett. C), punto 1b del DGUE, l'importo complessivo minimo richiesto riguarda la sola imposta incassata.
07.11.2018
LOTTO N. 4 - COMUNE DI GODEGA DI SANT'URBANO
Si richiedono le seguenti informazioni:
1) le tariffe applicate nell'anno 2018 e quelle che saranno applicate a far data dal 2019;
2) il numero delle risorse che possono beneficiare della clausola sociale, specificando: inquadramento, mansione, anzianità di servizio ed il costo aziendale annuo.
1) si allega alla presente tariffe in vigore che si intendono applicare anche per il 2019, salvo quanto già precisato nel precedente chiarimento, pubblicato sul sito www.provincia.treviso.it al link Stazione Unica Appaltante, nelle comunicazioni relative alla presente procedura di gara.
2) La Ditta che attualmente svolge il servizio di pubblicità e pubbliche e la riscossione coattiva delle entrate comunali utilizza personale che opera all'interno di diverse gestioni aziendali e che, quindi, non è dedicato in forma esclusiva al Comune di Godega di Sant'Urbano.
13.11.2018
LOTTO N. 5 - COMUNE DI MARENO DI PIAVE
Si richiedono le seguenti informazioni:
1) Le tariffe applicate nell'anno 2018 e quelle che saranno applicate a far data dal 2019;
2) il numero delle risorse che possono beneficiare della clausola sociale, specificando: inquadramento, mansione, anzianità di servizio ed il costo aziendale annuo.
1) Il comune di Mareno di Piave non ha deliberato nessuna maggiorazione rispetto alle tariffe di legge. Si applicano perciò le tariffe “di base” stabilite dalla normativa;
2) La Ditta che attualmente svolge il servizio di pubblicità e pubbliche e la riscossione coattiva delle entrate comunali comunica che nella commessa in oggetto è attualmente impiegata la seguente risorsa, che viene dedicata al Comune di Mareno di Piave sostanzialmente nella misura del 30%:
n. risorse: 1
Inquadramento: 3 Livello CCNL Commercio
Qualifica: Impiegato
Data assunzione: 09/08/2017
Costo az. Annuo: € 38.561,84
13.11.2018
LOTTO N. 7 - COMUNE DI MOGLIANO VENETO
Si richiedono le seguenti informazioni:
1) I dati delle riscossioni delle annualità precedenti (a tal proposito si chiede di compilare la scheda allegata);
2) il numero delle risorse che possono beneficiare della clausola sociale, specificando: inquadramento, mansione, anzianità di servizio ed il costo aziendale annuo.
1) Vedi allegati.
2) La Ditta che attualmente svolge il servizio di pubblicità e pubbliche e la riscossione coattiva delle entrate comunali comunica che nella commessa in oggetto è attualmente impiegata la seguente risorsa, che viene dedicata al Comune di Mogliano Veneto sostanzialmente nella misura del 50%:
n. risorse: 1
Inquadramento: 3 Livello CCNL Commercio
Qualifica: Impiegato
Data assunzione: 09/08/2017
Costo az. Annuo: € 38.561,84
13.11.2018
LOTTO N. 1 - COMUNE DI BREDA DI PIAVE
Si chiedono i dati indicati nel Questionario.
Vedi allegato.
13.11.2018
LOTTO N. 2 - COMUNE DI CAPPELLA MAGGIORE
1) Si richiedono le seguenti informazioni:
  • le tariffe applicate nell'anno 2018 e quelle che saranno applicate a far data dal 2019;
  • il numero delle commissioni/annue con applicazione del diritto di urgenza;
  • il numero delle risorse che possono beneficiare della clausola sociale, specificando: inquadramento, mansione, anzianità di servizio ed il costo aziendale annuo.
2 ) In relazione a quanto indicato all'art 13 del Capitolato (Tale adempimento dovrà essere effettuato anche nell’anno in cui cessa contrattualmente l'appalto, previa approvazione del testo da parte del Comune) - si chiede di precisare se tale adempimento è relativo all'emissione degli avvisi di pagamento per l'anno successivo a quello di scadenza del contratto (2022).
1)
  • Le tariffe applicate nell'anno 2018 sono riportate nel prospetto allegato; le tarife per il 2019 saranno approvate a breve dall'Amministrazione Comunale di Cappella Maggiore in concomitanza con il bilancio di previsione finanziario 2019-2021;
  • non vi sono commisisoni annue con diritto di urgenza;
  • il costo complessivo della manodopera relativa al servizio di cui all'oggetto è di circa € 3.500 e comprende l'intervento delle varie figure aziendali che operano nelle diverse fasi del processo di lavorazione ed erogazione del servizio e che, quindi, non è dedicato in forma esclusiva al Comune di Cappella Maggiore, in quanto l'attuale affidatario svolge il servizio per più enti. Il contratto di lavoro applicato ai dipendenti è quello del settore commerci-terziario;
2)     in relazione a quanto indicato all'art. 13 del Capitolato si precisa che l'emissione degli avvisi dovrà avvenire fino all'ultimo anno di contratto (2021) escludendo l'obbligo di tale adempimento per l'anno successivo.
15.11.2018
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Avviso - posticipo seduta pubblica apertura plichi
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