Viaggio tra i segreti delle foibe nel Giorno del Ricordo 2018

10.02.2018
Tra il 1944 e la metà degli anni Cinquanta un pezzo d’Italia è scomparso, come se si fosse inabissato in mare, ma di questo gli italiani - anche quelli che oggi frequentano le coste e le città dell'Istria - sembrano assolutamente inconsapevoli.

Dalla frontiera orientale d'Italia, 350.000 persone hanno dovuto abbandonare le loro case e le loro città: Zara, Fiume, le isole del Quarnaro, Cherso, Lussino e la penisola istriana sono passate sotto il dominio jugoslavo.

Un intero popolo è stato cacciato dalla propria terra: questo è l'esodo dei giuliano-dalmati dalle terre dell'Istria, della Dalmazia, di Fiume.

Questo dramma si aggiunge alla tragedia delle foibe e delle stragi jugoslave, consumate tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1945.

Ad un popolo che aveva perso tutto, per oltre 50 anni, fu negata anche l'unica cosa rimasta: la memoria.

Per questo il Parlamento Italiano con la legge 92 del 30 marzo 2004, ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

“Nella convinzione che il Giorno del Ricordo, con il suo carico di storia e di sofferenza, possa essere occasione di conoscenza e di riflessione” dichiara il Presidente Stefano Marcon – la Provincia di Treviso ha celebrato questa giornata ( introdotta e coordinata dal Consigliere provinciale delegato alla Cultura, Roberto Fava) organizzando un incontro di approfondimento dedicato al tema”.

Nel corso della cerimonia, alla presenza delle autorità civili e militari, insegnanti e studenti delle scuole,   sono stati consegnati i riconoscimenti concessi con Decreto del Presidente della Repubblica in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale:

ai famigliari di ALDO SCARABEL di Maserada sul Piave  e MASSIMO TULLIO CROSATO di Spercenigo, frazione di San Biagio di Callalta, arrestati e scomparsi nel nulla nella tragica circostanza storica, è stato consegnato il segno del ricordo.

Quale importante testimonianza è seguito lo spettacolo Sorelle. Una storia per ricordare la tragedia delle foibe, di Alessandra Domeneghini con Anna Teotti e Francesca Cecala, costumi di Mariella Visalli, con la regia di Sergio Mascherpa.

Due donne, stessa età, stesse storie, origini diverse. Una sta per andarsene, deve andarsene, non ha più altra scelta, è italiana.L’altra resterà lì, dove è nata, dove sono seppelliti i suoi antenati, nell’unica terra che conosce, è slava. Si sono incontrate molti anni fa e si sono sentite subito vicine: un marito, dei figli piccoli... Stessi desideri. Una vita felice, una famiglia felice, cibo a sufficienza. Due donne che si incontrano sullo sfondo della Storia, quella che lascia il segno, quella che decide per te. Attraverso il loro dialogo emergeranno i fatti salienti che portarono ai massacri delle foibe, all’esodo Istriano, alla nascita della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia.

“Tutto questo è il Giorno del Ricordo – conclude Marcon rivolgendosi ai numerosi studenti che affollano l’Auditorium – voragine, abisso, inghiottitoio, questo significato sinistro della parola “foiba” può essere colmato e vedere la luce solo attraverso l’impegno di tener viva la memoria.” 

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