PARCO DELLO STORGA

Il Parco dello Storga è stato realizzato attraverso un intervento di recupero e sistemazione ambientale dell'ex Azienda Agricola Provincia Sant'Artemio, già Colonia Ergoterapica dell'Ospedale Psichiatrico Sant'Artemio.
La superficie complessiva dell'Azienda è di 67 ha, mentre la superficie agricola utilizzabile ammonta a circa 65 ettari.
L'idea progetto prende corpo con la predisposizione del programma operativo "Programma Risorgive Storga", che nel 1991 ha conseguito il premio speciale della Commissione delle Comunità Europee come "Miglior Documento di Pianificazione". Il Programma Risorgive Storga prevedeva il graduale recupero dell'area dal punto di vista naturalistico con interventi di ripristino ambientale, tra cui la realizzazione di un'area umida ed il ripristino del paleoalveo del Rio Piavone, l'impianto di formazioni boschive con specie autoctone e ad indirizzo naturalistico su 49 ettari e la valorizzazione dei cosidetti "prai de acqua".
L'accesso è libero dalle 7.00 alle 20.00 tutti i giorni.
Lo sviluppo e la valorizzazione dell'area del Parco della Storga rappresentano un evidente esempio dell'evoluzione degli indirizzi, delle strategie e degli obiettivi della Politica Agricola Comunitaria (PAC). Il conduttore dell'azienda, la Provincia di Treviso, ha inizialmente proseguito il modello produttivo dell'ex Colonia Ergoterapica, con la coltivazione di seminativi, foraggi ed erbai e l'allevamento animale. Successivamente, per alcuni anni, l'azienda è stata interessata dal regime del "set-aside", la non coltivazione dei terreni per ridurre il fenomeno delle eccedenze di alcune produzioni agroalimentari. Infine, più di recente, la PAC ha subito una profonda riforma, con lo sviluppo delle componenti ambientali ed ecologiche dell'attività agricola e la proposta di nuove misure di intervento non più basate sulla semplice "non coltivazione" ma sul recupero e lo sviluppo di nuovi modelli produttivi, tra cui l'impianto di formazioni boschive.
In tutte queste fasi, l'approccio operativo della Provincia di Treviso è perfettamente sovrapponibile a quello di un qualsiasi imprenditore agricolo.
Così, a cavallo tra il 1996 ed il 1997 si realizza la prima fase del "Programma Risorgive Storga", con il ripristino del corso originario del Rio Piavone e la realizzazione di un'area umida; nel biennio successivo si completa l'impianto boschivo su una superficie di 49.79 ha e, infine, si realizzano i percorsi (oltre 12 km di itinerari tra flora e fauna) e le aree attrezzate.
Oggi, con l'approvazione del regolamento per la tutela, l'accesso e la fruizione del "Parco della Storga", prende il via la fase gestionale del progetto complessivo, con la messa a disposizione della cittadinanza di un patrimonio ambientale di grande valore.
Il Parco della Storga si vuole inserire nel solco della tradizione e dell'esperienza dei grandi parchi urbani della tradizione europea, caratterizzati da aree a molteplici finalità.
Assieme alla nuova sede della Provincia di Treviso, presso l'ex Ospedale Psichiatrico Sant'Artemio, anche il Parco della Storga viene,  idealmente e concretamente, restituito ai trevigiani.
All'interno del Parco trovano sede e realizzazione altre importanti in iniziative della Provincia di Treviso:
-   gli Orti Urbani, un importante progetto che vuole valorizzare il ruolo aggregativo sociale e perché no, anche terapeutico, della produzione di ortaggi e frutta a destinazione familiare, attraverso la predisposizione e concessione di "orti";
-   il Centro Provinciale di Recupero della Fauna Selvatica, che svolge un ruolo determinante di presidio del territorio e di cura e riabilitazione di animali rinvenuti;
-   il Museo Etnografico Case Piavone, che ospita il Gruppo Folcloristico Trevigiano ed è   periodicamente sede di mostre, incontri e seminari sulla tradizione e la cultura trevigiana e veneta.
Ulteriore peculiarità ed elemento distintivo del Parco è la presenza, al suo interno, di alcuni esempi di quel singolare sistema idrologico conosciuto come "risorgive", cioè aree nelle quali, per la presenza di strati impermeabili profondi, le acque affiorano in superficie creando sistemi ecologici unici.
"Il fenomeno delle risorgive, legato alla spontanea risalita in superficie delle acque di falda quando esse incontrano sedimenti impermeabili, assicura una disponibilità idrica costante in termini di portata e temperatura. Le acque che vanno ad alimentare un reticolo di corsi d'acqua, hanno favorito la comparsa di un assetto vegetale con caratteristiche di originalità rispetto agli altri corsi d'acqua di pianura."
Per le caratteristiche di continuità della portata nell'arco dell'anno rispetto ad altri corsi d'acqua a regime torrentizio che solcano la pianura trevigiana e per la temperatura costante delle acque nelle stagioni, la vegetazione è qui specializzata, peculiare e di grande pregio. Questo avviene in ambiti anche molto ristretti. Se pensiamo, infatti, che al di fuori delle polle o dei corsi d'acqua le condizioni di umidità possono variare anche bruscamente avremo, di conseguenza che in pochi metri vi possono essere condizioni ambientali tali da determinare la ricchezza e variabilità di specie vegetali presenti.Si distinguono in queste aree ristrette, la vegetazione acquatica (con le radici immerse nell'acqua), la vegetazione palustre (costanza e variabilità delle presenza dell'acqua) e la vegetazione ripariale (del bordo dei corsi d'acqua e degli stagni) caratterizzata dalla modalità di disposizione delle specie vegetali tipica.

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