COMUNICATO STAMPA
Sabato 28 agosto, alla 12 Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, è stato inaugurato il Padiglione Venezia quest'anno dedicato allo scultore Toni Benetton e all'architetto Toni Follina. In una zona del padiglione è esposto uno dei lavori più significativi del lavoro dell'architetto Toni Follina, il restauro conservativo dell'ex ospedale psichiatrico del Sant'Artemio.
Erano presenti il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, l'architetto Toni Follina, il presidente del comitato per il centenario Toni Benetton e assessore ai Beni Culturali della Provincia di Treviso Marzio Favero,il vice presidente della Regione Veneto Marino Zorzato, il presidente della Biennale Paolo Baratta, in rappresentanza del Comune di Venezia il senatore Ugo Bergamo, i due curatori della mostra Carlo Sala e Nico Stringa.
La Biennale di Architettura ospita un omaggio ad uno dei maggiori scultori veneti e italiani del Novecento, Toni Benetton, nel centenario della sua nascita.
Del grande maestro veneto, la Biennale propone una visione del tutto peculiare, di scultore – urbanista, in largo anticipo rispetto a tematiche oggi finalmente dibattute ed acquisite. I Townscapes ideati da Benetton già a partire dagli anni Settanta, e ora riproposte alla Biennale, fanno dell’opera d’arte il fulcro, lo strumento primo per assicurare unitarietà e dignità, tramite appunto l’arte, a luoghi periferici e ad architetture di scarso o nullo pregio. E tutto questo molto prima che questi temi fossero all’ordine del giorno di architetti
ed urbanisti.
L’esplicarsi del rapporto fra arte e architettura, insito nella ricerca di Benetton, è ancora in parte inedito per la critica. A esordio della mostra, nella zona verde antistante il Padiglione Venezia accoglie “Vivibile”, un’opera di Benetton che anticipa le tematiche trattate nel percorso espositivo.
La riflessione sul tema di Toni Benetton ha inizio con il filone delle “linee generatrici” degli anni Settanta, composto da grandi opere in acciaio corten concepite per attribuire nuovi significati alle aree urbane. A questo si è innescato successivamente il ciclo di ideazioni, mai realizzate, denominate Townscapes.
A questo tema è dedicato il Padiglione, in un percorso che propone elaborati progettuali e plastici, mostrando una visuale completa sulla ricerca compiuta sugli undici progetti di Towscapes.
Nell’idea dell’artista, dovevano essere opere, in metallo verniciato, concepite non tanto per essere un semplice prodotto scultoreo e autosufficiente nel tessuto urbano, bensì per divenire vere e proprie strutture da attraversare come porte o da frequentare per una sosta, secondo criteri di relazionalità.
Solidi geometrici, atti a mettere in dialogo fra loro gli edifici circostanti in modo tale da rendere possibile il superamento della sintassi urbanistica fondata sulla mera giustapposizione dei volumi costruiti.
Una riflessione che porta all’instaurarsi di una connessione nuova fra le parti, capace tra l’altro di generare un contesto di senso per l’esperienza sociale quotidiana, quindi una prospettiva che avvicina l’arte, l’architettura ed i luoghi alla percezione delle persone.
Se si tiene conto della propensione da parte delle archistars a creare grandi icone nelle metropoli senza porsi problemi di tipo funzionalista e sociale, è lecito affermare che Benetton offre una lezione attualissima, seguendo la prospettiva della reinvenzione del paesaggio costruito.
Negli anni Ottanta, periodo in cui venivano concepiti i Townscapes, un significativo contributo alla ricerca architettonica italiana è stato dato da Toni Follina, autore che con Benetton ha condiviso il medesimo clima culturale e nel cui lavoro si possono rinvenire delle riflessioni affini, pur partendo da una matrice espressiva differente.
Nel 2009 è stato inaugurato uno dei progetti più caratterizzanti la ricerca di Follina, il recupero del Sant’Artemio di Treviso – un ex-manicomio, riconvertito a sede istituzionale della Provincia – articolato in padiglioni immersi in un parco, sommato al vicino parco della Storga, di 80 ettari.
Un restauro conservativo che ha ricevuto prestigiosi premi e menzioni internazionali tra i quali il Premio Internazionale per l'Architettura 2010 dal Chicago Athenaeum (Museum of Architecture and Design and The European Centre for Architecture Art Design and Urban Studies).
Plastici e fotografie sono esposti in una parte del Padiglione Venezia, nei quali lo spettatore può ritrovare alcuni degli elementi che caratterizzano la matrice architettonica di Follina.