IL BOSCO SOTTO CASA
Per far conoscere ai cittadini questo bosco urbano, la Provincia di Treviso organizza due giorni di attività rivolte a famiglie di ragazzi. Ad accogliere i cittadini saranno presenti Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso e Ubaldo Fanton, Assessore alle Politiche Ambientali. L'accesso principale al Parco è presso le Case Piavone adibite a sede del Museo Etnografico Provinciale e del Gruppo Folcloristico Trevigiano, struttura che mantiene vivo l'interesse per le antiche tradizioni dei mestieri di un tempo.Tutte le iniziative organizzate sono gratuite fino ad esaurimento dei posti e si svolgono per gruppi. E' necessario prenotare alcuni giorni prima l'attività scelta, telefonando ai numeri indicati. A partire dal 14 settembre 2009 e durante le due giornate è attiva una segreteria. In caso di maltempo, la manifestazione si svolgerà ugualmente per la maggior parte delle attività. Per info: Codice a Curve cell. 339 411 7485
L'AMBIENTE NATURALEGeologiaDal punto di vista geologico, l'area si colloca all'incirca al centro della pianura Veneta, all'interno del grande conoide del fiume Piave, al margine superiore della fascia delle risorgive. Il suolo è costituito da terreni limosi e/o sabbiosi. Si evidenziano strati superficiali costituiti da ciottolato di piccola pezzatura. Il sottosuolo, fino a 2 - 3 metri di profondità è formato da limi sabbiosi, con qualche strato limoso - argilloso. A questi fa seguito, fino a 15 metri di profondità, una serie di strati che variano dalle ghiaie e sabbie a intercalazione di strati limosi - argillosi e torbosi tra 9 e 10 metri di profondità. Il materasso ghiaioso - sabbioso continua fino ad almeno 30 m di profondità, senza variazioni significative. I terreni - pur con un certo grado di variabilità- evidenziano una elevata permeabilità. La quota è di circa 17 - 18 m s.l.m.m. e la superficie topografica si presenta grossomodo pianeggiante, digradando verso SSE con pendenze inferiori all'1%. Idrogeologia e idrologiaIl parco dello Storga si situa al limite superiore della fascia delle risorgive. Qui le acque sotterranee fuoriescono dal sottosuolo e formano le cosiddette polle d'acqua. E' in questo modo che nascono i Fiumi Storga, Limbraga e il Piavon, i principali corsi d'acqua presenti.
FLORA E VEGETAZIONEL'ambiente naturale del parco si caratterizza per le formazioni vegetali tipiche della pianura solcata dai fiumi di risorgiva e da ambienti di nicchia di particolare pregio e rarità. Siamo nell'ambito della fascia delle risorgive dove, dopo aver attraversato gli strati sotterranei, le acque riemergono in superficie a causa della presenza di strati di suolo impermeabili (fig. 1 e fig. 2) .Questa caratteristica determina una notevole variabilità e ricchezza degli ambienti presenti che incide sulla tipologie vegetali e floristiche che qui si rinvengono. Naturalmente, la presenza e l'intervento dell'uomo costituiscono elemento fondamentale nella ricchezza complessiva e valore aggiunto, determinato in parte anche dalla gestione degli ambienti più tipicamente rurali o di origine rurale con processi di trasformazione in corso verso forme vegetali di tipo spontaneo - naturale. Le formazioni acquatiche, palustri, ripariali"Il fenomeno delle risorgive, legato alla spontanea risalita in superficie delle acque di falda quando esse incontrano sedimenti impermeabili, assicura una disponibilità idrica costante in termini di portata e temperatura. Le acque che vanno ad alimentare un reticolo di corsi d'acqua, hanno favorito la comparsa di un assetto vegetale con caratteristiche di originalità rispetto agli altri corsi d'acqua di pianura." Per le caratteristiche di continuità della portata nell'arco dell'anno rispetto ad altri corsi d'acqua a regime torrentizio che solcano la pianura trevigiana e per la temperatura costante delle acque nelle stagioni, la vegetazione è qui specializzata, peculiare e di grande pregio. Questo avviene in ambiti anche molto ristretti. Se pensiamo, infatti, che al di fuori delle polle o dei corsi d'acqua le condizioni di umidità possono variare anche bruscamente avremo, di conseguenza che in pochi metri vi possono essere condizioni ambientali tali da determinare la ricchezza e variabilità di specie vegetali presenti. Si distinguono in queste aree ristrette, la vegetazione acquatica (con le radici immerse nell'acqua), la vegetazione palustre (costanza e variabilità delle presenza dell'acqua) e la vegetazione ripariale (del bordo dei corsi d'acqua e degli stagni) caratterizzata dalla modalità di disposizione delle specie vegetali tipica. Praterie umide e prati stabiliAll'interno del parco si riscontra la presenza di molte aree a prato stabile più o meno umido e spesso queste sono circondate dai filari di siepi. Questi ultimi costituiscono esempio di una modalità di gestione delle praterie tipica del paesaggio agrario tradizionale, e cioè quella del campo chiuso. Filari e siepiLe siepi divisorie e alberate sono degne di segnalazione per l'alto valore naturalistico e il contributo alla biodiversità del parco. Si caratterizzano per la presenza di alberi (individui) anche importanti e componenti arbustive (più piccole nelle dimensioni) importanti per lo stanziarsi della fauna e in particolare di piccole mammiferi e uccelli. Vegetazione condizionata dall'uomo"A sud del complesso Sant'Artemio si estende un bosco misto a latifoglie dove sono riconoscibili specie messe a dimora e specie cresciute spontaneamente, ma l'abbandono relativamente recente non ha consentito a nessuna associazione naturale di affermarsi. Il ruolo paesaggistico ed ecologico non è quindi sostenuto da un effettivo valore flogistico - vegetazionale. Le specie rilevate sono: l'acero campestre (Acer campestre), la sanguinella (Cornus sanguinea), il nocciolo (Corylus avellana), l'olmo campestre (Ulmus minor), il pallon di maggio (Viburnum opolus), il sambuco (Sambucus nigra), il salice bianco (Salix alba), il pioppo nero (Populus nigra) e le alloctone il ligustro lucido (Ligustrum lucidum), l'acero americano (Acer negundo), la robinia (Robinia pseudoacacia) " Rimboschimenti (impianti arborei)"All'interno del Parco dello Storga è stato realizzato (a partire dal 1996) un progetto di rimboschimento finanziato in base al reg. CEE 2080/92, che ha interessato una superficie di circa 50 ha. Le tipologie delle associazioni vegetali sono influenzate dalle condizioni climatiche e pedologiche. Si possono perciò distinguere formazioni vegetali riconducibili al bosco igrofilo ripariale, al bosco mesofilo umido al bosco mesofilo asciutto."
Il bosco igrofilo ripariale si colloca lungo i fiumi Storga e Piavone, nelle zone adiacenti l'alveo degli stessi e in alcune aree interessate da bassure di risorgiva (zone umide a basso drenaggio dei suoli e tendenti alle formazioni palustri). Tra le specie presenti tipiche di questi ambienti: il salice bianco (Salix alba), l'ontano (Alnus glutinosa), l'olmo campestre (Ulmus minor), la sanguinella (Cornus sanguinea), il pioppo bianco (Populus alba), la frangola (Frangula alnus), l'orniello (Fraxinus ornus), il sambuco (Sambucus nigra), la berretta del prete o fusaggine (Euonymus europaeus). Il bosco mesofilo umido caratterizza le zone di transizione tra fasce umide lungo le rive dei fiumi e le aree più asciutte e drenate. Le specie presenti sono quelle tipiche dei boschi di pianura (bosco planiziale) l'originaria formazione della pianura padana. Tra queste vi sono alcune a carattere arboreo: la farnia (Quercus robur), il carpino bianco (Carpinus betulus), il tiglio (Tilia cordata), il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), il bagolaro (Celtis australis), il nocciolo (Corylus avellana), il ciliegio selvatico (Prunus avium). Tra quelle arbustive abbiamo il biancospino (Crataegus monogyna), il pruno selvatico (Prunus spinosa), il ligustro (Ligustrum vulgare) e ancora la sanguinella, il pero selvatico e il melo selvatico Il bosco mesofilo asciutto si situa nelle aree sollevate o in terreni di riporto. Anche qui le specie presenti sono quelle del bosco planiziale ma con modalità di associazione differenti e con maggiore presenza delle specie dei suoli asciutti e profondi. Quindi: la farnia, il carpino bianco, l'orniello, l'acero campestre, il tiglio, il ciliegio selvatico, il nocciolo, il viburno, il biancospino, il corniolo, la rosa selvatica (Rosa canina).
Il parco presso la sede della ProvinciaAll'interno dell'area relativa alla nuova sede della Provincia durante gli anni '40 e '60 dello scorso secolo, quando ancora era attivo l'ospedale, sono state piantumate delle specie di particolare pregio tipiche dei parchi e dei giardini. Tra queste vi sono il leccio (Quercus ilex), il cedro del libano (Cedrus libani), il cedro deodara, (Cedrus deodara), il tiglio (Tilia cordata), la sofora o "pendula" (Sophora japonica). Il recente rimaneggiamento di tutta l'area, le ristrutturazione degli edifici e sistemazione delle aree degradate ha determinato un rinnovo generale del parco, manutenzione e creazione di nuove aiuole e percorsi interni. A breve, il parco del complesso S. Artemio assumerà un assetto maggiormente rigoglioso. Già ora (?) è aperto ai cittadini che vogliano passare qualche ora in questa area aperta e riconsegnata alla cittadinanza.
Orari di apertura al pubblico del Parco del S. Artemio:
Lunedì - venerdì - 7.30 - 20.00 LA FAUNA
La descrizione della fauna deriva principalmente da studi eseguiti nell'arco dello scorso decennio, da integrazioni successive (Vinca - Valutazione di incidenza ambientale eseguita per il progetto di conversione dell'ex ospedale S. Artemio) e da osservazioni dirette. La ricchezza di ambienti diversi (tipologie ambientali) consente la presenza faunistica altrettanto variata. Gli ambienti di riferimento possono essere distinti nel modo seguente:
- polla sorgiva, ruscello; - fascia igrofila (salici, pioppi, formazioni a ontano nero, formazioni palustri); - rimboschimenti; - ambienti agricoli (seminativi, prati, orti); - giardino storico dell'ex - ospedale provinciale; - edifici, infrastrutture, strade.
Mammiferi
Tra i mammiferi è certa la presenza delle seguenti specie: il riccio, il toporagno di arvonchi e il toporagno acquaiolo, la crocidura minore, la talpa, l'arvicola d'acqua e l'arvcicola campestre, il topo selvatico, la volpe, la donnola. Uccelli L'elencazione delle specie presenti e nidificanti deriva principalmente da studi faunistici avvenuti duranti gli anni '80 e '90 con osservazioni dirette recenti svolte appositamente per il progetto ed esecuzione della nuova sede provinciale.
Tra le specie acquatiche (legate alla presenza dell'acqua e di ambienti umidi) sono stati avvistati: il tuffetto, il porciglione, la gallinella d'acqua, il martin pescatore. Fra i rapaci notturni: il barbagianni, la civetta, l'allocco; fra i migratori: il cuculo, l'upupa, l'averla piccola. Fra i picidi: il torcicollo, il picchio verde, il picchio rosso maggiore. Tra i corvidi è da segnalare la presenza delle ghiandaia. Tra i passeriformi migratori: l'allodola, il canapino, la cannaiola verdognola, la cutrettola, l'usignolo, il pigliamosche, il pendolino, il rigogolo, la cannaiola, codibugnolo, il saltimpalo; tra i passeriformi sedentari: ballerina bianca e gialla, il merlo, l'usignolo di fiume, la capinera, la cinciarella, la cinciallegra, il picchio muratore, il fringuello, il verzellino, il verdone, il cardellino. Anfibi e rettili
Dato che non vi sono pubblicazioni specifiche relative agli anfibi e rettili della fascia delle risorgive, l'elenco delle specie a presenza certa o potenzialmente presenti deriva dall'integrazione di più fonti con ulteriore osservazione e sopralluogo diretti (fonte VINCA per il S. Artemio).
L'elenco degli anfibi e dei rettili deriva dai lavori dell'associazione Faunisti Veneti (2005). Tra gli anfibi è probabile la presenza di: tritone punteggiato, rospo comune, rospo smeraldino, raganella italiana, rana dalmatica, rana di lataste, rana esculenta, tra i rettili si può ipotizzare la presenza di: testuggine palustre europea, orbettino, ramarro occidentale, lucertola muraiola, biacco, colubro liscio, natrice dal collare, natrice tassellata.
Pesci
Anche per la fauna acquatica gli studi di dettaglio sono abbastanza scarsi. La carta ittica della Provincia di Treviso 1990 - 1994 ha carattere generale e non ci dice specificamente per l'area dello Storga le specie effettivamente presenti. Il recente studio per la VINCA al progetto per la nuova sede provinciale si è avvalso di sopralluoghi e indagini dirette con gli strumenti idonei alle indagini faunistiche nei corsi d'acqua. Durante questa fase di censimento le indagini si sono svolte sia sul fiume Piavone sia sullo Storga e le specie individuate sono lo scazzone, lo spinarello, la trota (fario e iridea), il panzarolo.
Bibliografia
Zangheri, 2000, L'acqua sotterranea: una risorsa nascosta, Provincia di Venezia - Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua. Donantoni L, Michieletto S., Turin P., Zanetti M., 2006, Valutazione di incidenza ambientale per la realizzazione della nuova sede della Provincia e della viabilità di accesso nel sito S. Artemio - Storga, Bioprogramm scrl, Unità speciale Progetto S. Artemio - Provincia di Treviso informazioniIl regolamento provinciale per la tutela, l'accesso e la fruizione del "Parco dello Storga"
Il Regolamento, approvato lo scorso agosto 2009, garantisce la salvaguardia del parco urbano - riconosciuto bene ambientale - e dispone le buone pratiche" da mantenere all'interno del Parco in modo che la fruizione e l'accesso all'area ne conservi le peculiari caratteristiche.
"Ha lo scopo di tutelare la qualità ambientale, ecologica, estetica, floro - faunistica e biologica delle aree del "Parco della Storga" in rapporto all'uso sociale, ricreativo ed educativo proprio di ciascuna di esse, in modo che la loro fruizione sia estesa alla totalità dei cittadini, i quali possono attivamente concorrere alla protezione ed alla valorizzazione del Parco."
Tra le norme più significative approvate: - la regolamentazione della velocità dei mezzi motorizzati; - la gestione dei rifiuti all'interno dell'area di parco; - la zonizzazione in aree omogenee per caratteristiche ambientali; - la previsione di aree attrezzate per i cani.
Le la definizione delle zone omogenee, in particolare, costituisce il necessario riconoscimento del grado di sensibilità ambientale, nonché valore ambientale, delle stesse e ad esse corrispondono diversi gradi di tutela e protezione. Si distinguono le zone A1 di elevato pregio naturalistico e A2 di pregio naturalistico alle quali corrisponde il maggior grado di tutela e protezione con vincoli sull'accesso e la fruizione da parte dei cittadini (nel primo caso l'accesso è consentito solo per motivi di gestione e studio e autorizzato dalla Provincia); le zone B1 di rimboschimento e riqualificazione ambientale e B2 le praterie stabili con livelli di tutela sempre alti ma caratterizzati da condizioni di fruizione meno restrittive per i cittadini. Le zone classificate C sono espressamente individuate per gli usi ricreativi e per i servizi. Corrispondono alle aree destinate al "Progetto Orti Urbani Provincia di Treviso" (gestite sulla base di apposito Regolamento) e quelle di pertinenza del Centro Aziendale dell'ex Azienda Agricola Provinciale Sant'Artemio, del Centro di Recupero Fauna Selvatica della Provincia di Treviso e dell'area detta anche "arena") utilizzata per la liberazione di rapaci e altri volatili dimessi dal Centro nonché delle aree prospicienti il parcheggio ed il Museo Etnografico Provinciale - Case Piavone. Non si prevedono qui norme comportamentali particolari. |
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